Roma | New York | Beirut

Sisterhood

is powerful, global, and forever!

Un film di Domiziana De Fulvio
SInossi

Sisterhood: sorelle in nome del basket

Sisterhood racconta la storia di tre squadre di basket femminile che giocano nei campi di strada a Beirut (Campo di Shatila), a Roma e a New York. Racconti in soggettiva e riprese dei corpi in gioco mostrano come le protagoniste – con o senza il velo, nere o bianche, di quindici o quaranta anni – mettano quotidianamente in campo un’accesa e vitale sfida a stereotipi e discriminazioni di genere e sociali, riprendendosi lo sport.

Trailer

Il documentario

PRODUZIONE

Alfa
Multimedia Srl

REGISTA

Domiziana
De Fulvio

SCENEGGIATURA

Domiziana
De Fulvio

PRODUTTRICI

Silvia Innocenzi,
Domiziana De Fulvio

FOTOGRAFIA

Nicolò Biarese

MONTAGGIO

Francesca Bracci

SUONO

Michal Piotr Kuligowski

COLONNA SONORA

Valerio Vigliar

PAESE & ANNO

Italia, 2020

DURATA

53 min.

LINGUA

inglese, italiano, arabo

SOTTOTITOLI

inglese, italiano


Le tre squadre

New York City: la mecca del basketball

Ladies Who Hoop

Ladies Who Hoop è un gruppo di donne differenti per età, etnia, classe sociale che condividono la passione per questo gioco praticato nei campetti di quartiere. Nella città per antonomasia più frenetica e dedita al profitto, queste donne hanno creato relazioni intense e trasmettono tutto questo alla squadra di bambine che allenano gratuitamente grazie al progetto da loro creato: Future Ladies Who Hoop.

Roma

Le Bulle

Le Bulle, questo il nome della squadra che ha scelto di allenarsi all’interno di uno spazio occupato. Il loro motto è: non chiamateci mamme! Un gruppo di donne adulte che ha sentito il bisogno di creare una squadra femminile e che si auto-definisce femminista. Nata in maniera spontanea, vuole mandare un segnale politico in risposta al razzismo, al clima di violenza e oppressione e al retaggio della cultura cattolica così presenti oggi in una città come Roma.

Campo rifugiati di Shatila, Beirut

Real Palestine Youth F.C.

Ragazze palestinesi tra i 16 e i 20 anni, nate nel Campo, e libanesi che vivono in città. Il bisogno di creare una squadra per sole donne in questo contesto è sicuramente più forte rispetto alle altre due squadre. In questa comunità fino a pochi anni fa non era concepito che una donna potesse fare degli sport che nell’immaginario collettivo sono considerati maschili e la cosa ancora più forte è aver creato un gruppo di sole donne non per imposizione religiosa e sociale ma per la loro volontà. Con la contraddizione che questo gruppo è nato grazie ad un uomo che ha scelto di dedicare la sua vita all’insegnamento dello sport alle nuove generazioni del Campo usando questo come mezzo di emancipazione e integrazione.

PROSSIME PROIEZIONI

Sisterhood nelle sale virtuali

Il documentario resiste con #iorestoinsala, l'iniziativa a cui oltre 40 cinema italiani hanno aderito insieme ad alcuni distributori per far uscire i film in attesa di riaprire le sale fisiche.

Al momento Sisterhood è disponibile per la visione in "Anteo Palazzo del Cinema" di Milano.

Come vedere Sisterhood nella sala virtuale in 4 semplici passaggi:

1 - scegli la tua sala virtuale e l’orario
2 - acquista il biglietto
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4 - accedi e guarda il film

Per maggiori informazioni o per organizzare una proiezione del documentario contattaci!

NOTE DI REGIA

Tutta la forza della parola "sista"

Sisterhood è il mio primo film. Questo progetto nasce da un punto di vista personale. La cultura di strada, che ha contribuito alla mia formazione tra film, arte e vita vera, ha suscitato in me l’interesse sui vari aspetti dell'aggregazione di gruppi femminili. Vivendo in prima persona l’inizio di un’attività sportiva in età adulta ho trovato interessante ricercare delle affinità, dei punti di unione con le altre realtà che mi sono trovata ad incontrare. Così prima di iniziare a filmare queste donne ho avuto l’occasione di conoscerle sul campo di gioco. Ed è stato inevitabile, dopo aver trascorso del tempo con loro, ho avuto la necessità di girare questo documentario. E così ho voluto tirar fuori tutta la forza della parola “Sista”.

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Press

Dicono di Sisterhood

Una palla, un canestro, un campetto possono diventare molto di più di uno sport. Ed essere l’occasione - per citare le parole di una delle protagoniste - «per trovare i propri limiti (e quelli della società, ndr) e allo stesso tempo trovare delle sorelle che ti aiutino a superarli ».

Michela Offredi

CIAK

A completare Sisterhood ci sono anche una bella idea di cinema, una bella fotografia (Nicolo Biarese), la colonna sonora azzeccatissima di un acclamato autore come Valerio Vigliar, il brano di chiusura, Sisterhood, creato ad hoc dalla rapper londinese Oracy e, ancora, almeno un paio di promesse: che la forza delle donne possa cambiare almeno il cinema (se non il mondo). E che Domiziana De Fulvio di questo cinema del cambiamento ne diventi una delle tante, tantissime protagoniste.

Gabriella Gallozzi

Bookciak Magazine

Una palla da basket che rimbalza sull’asfalto del Bronx, corre sul campetto a ridosso della via Prenestina e finisce in rete a Beirut, nel campo profughi di Shatila: è una partita senza frontiere quella giocata dalla romana Domiziana De Fulvio.

Ilaria Ravarino

Il Messaggero

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